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ORARI S. MESSE

nelle Parrocchie


 

CASALE SUL SILE

LUN - MAR - GIO Ore 18.30
MERCOLEDI' Ore 9.00
SABATO (prefestiva) Ore 18.30
DOMENICA Ore 8.00
da Ottobre Ore 9.30
  Ore 11.15
  Ore 18.30

GIOVEDI' DALLE 19.30 ALLE 22.30

ADORAZIONE EUCARISTICA

BONISIOLO

MERCOLEDI' (Santuario) Ore 18.30
VENERDI' (Santuario) Ore 18.30
DOMENICA Ore 10.00

LUGHIGNANO

LUN - VEN Ore 8.00
SABATO (prefestiva) Ore 18.00
DOMENICA Ore 9.00
  Ore 10.30

 

 

 

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Saluto alla comunità

Don Mariano Maggiotto saluterà la comunità parrocchiale domenica 2 ottobre alla Santa Messa delle 18.30 in chiesa a Casale.

 

 Ingresso del nuovo parroco

Don Daniele Michieli farà il suo ingresso nella comunità parrocchiale sabato 8 ottobre alla Santa Messa delle 18.30 in chiesa a Casale con la presenza di S.E. Mons. Gianfranco Agostino Gardin, Arcivescovo-Vescovo di Treviso.

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Dal Vangelo di Luca (16, 1-13)

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».


Vi è prima una parabola e poi una serie di ammonimenti che commentano un elemento della parabola stessa e cioè l’uso del denaro. La parabola, come è ovvio, non loda il fattore perché è disonesto, ma perché ha la chiarezza e la decisione di imboccare l’unica via di salvezza che gli si prospetta. Si sa che l’arte di cavarsela è molto applicata nelle ambigue imprese di questo mondo. Lo è molto meno nella grande impresa della salvezza eterna. Perciò Gesù ci rimprovera di essere più pronti a salvarci dai mali mondani che dal male eterno, lui che da parte sua ha fatto di tutto perché fossimo salvati, fino a salire in croce per noi. Non ci decidiamo a credere che, se non portiamo il nostro peccato davanti a Dio, siamo perduti. Cominciamo le nostre Messe confessando i peccati che abbiamo commessi, ma usciti di chiesa ricominciamo a parlare di quelli altrui. Un “test” decisivo dell’autenticità della nostra decisione cristiana è proprio l’uso del denaro. Non è disonesta la ricchezza in sé, né maledizione la ricchezza esteriore. Ma lo è la ricchezza come idolo, innamoramento e progetto, come deformazione interiore del cuore e della mente, che vogliono a tutti i costi essere produttori di potenza e quindi di potere economico. Occorre decidersi a scegliere: o mammona o Dio; cioè: o essere il signore per signoreggiare o servire il Signore e godere della sua onnipotenza d’amore. C’è un solo modo di liberarsi dalla schiavitù della ricchezza: farsi “amici” per mezzo di ciò che si ha, cioè con l’impegno della solidale condivisione.
 

 

 

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