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ORARI S. MESSE

nelle Parrocchie


 

CASALE SUL SILE

LUN - MAR - GIO Ore 18.30
MERCOLEDI' Ore 9.00
SABATO (prefestiva) Ore 18.30
DOMENICA Ore 8.00
da Ottobre Ore 9.30
  Ore 11.15
  Ore 18.30

GIOVEDI' DALLE 19.30 ALLE 22.30

ADORAZIONE EUCARISTICA

BONISIOLO

MERCOLEDI' (Santuario) Ore 18.30
VENERDI' (Santuario) Ore 18.30
DOMENICA Ore 10.00

LUGHIGNANO

LUN - VEN Ore 8.00
SABATO (prefestiva) Ore 18.00
DOMENICA Ore 9.00
  Ore 10.30

 

 

 

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Nuove nomine del Vescovo per la parrocchia

Nelle celebrazioni di domenica 4 luglio sono stati annunciati gli avvicendamenti dei sacerdoti nelle parrocchie di Casale sul Sile, Conscio, Lughignano e Bonisiolo.

Don Mariano Maggiotto, finora parroco di Casale sul Sile e Bonisiolo, è stato nominato parroco di San Zeno in Treviso.
Don Massimiliano Costa, finora vicario parrocchiale di Casale sul Sile e Bonisiolo, è stato nominato parroco di Pezzan e Sala d'Istrana.
Don Federico Gumiero, finora amministratore parrocchiale di Conscio, è stato nominato parroco di Frescada in Treviso.
Don Lorenzo Piran, finora parroco di Lughignano, è stato nominato collaboratore pastorale nelle parrocchie della Collaborazione pastorale di San Biagio di Callata.

 

Don Daniele Michieli, finora parroco di Onè di Fonte, è stato nominato parroco di Casale sul Sile e Bonisiolo.
Don Fabio Bergamin, finora parroco in solido di Preganziol e Sambughè, è stato nominato parroco di Conscio e Lughignano, in sostituzione di don Federico Gumiero e don Lorenzo Piran trasferiti ad altri incarichi.
Don Loris Gallina, finora vicario parrocchiale a S. Giuseppe di S. Donà di Piave, è stato nominato vicario parrocchiale nelle parrocchie della futura Collaborazione pastorale di Casale sul Sile.

 

Dal Vangelo di Luca (9, 51-62)


Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò.
E si misero in cammino verso un altro villaggio. Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

C’è qualcosa di radicale nella vocazione a seguire Gesù (è una caratteristica di ogni cristiano autentico) che ci sconvolge. Si potrebbe essere tentati di invocare una particolarità di modo di pensare, perfino di linguaggio, per addolcire o stemperare gli argomenti del Vangelo. Eppure abbiamo ogni interesse a prendere il Vangelo per ciò che è, ed approfittare della sua freschezza, del suo vigore. Seguire Cristo non è una cosa come un’altra, che si possa conciliare con esigenze parallele o contrarie. Chi intraprende questo cammino deve sapere fin dall’inizio che sarà il discepolo di un povero che non ha un luogo dove posare il capo, di un uomo che ha saputo non senza pericolo rompere certi legami, e che, una volta impegnatosi in una missione, non si è più guardato alle spalle. Ci si abitua troppo facilmente a vedere i cristiani prendere e lasciare il messaggio evangelico; ora, questo disturba e deve disturbare il male che non cerca che di radicarsi in noi. Bisogna rinnovare il nostro impegno battesimale ricevendo per oggi le dure parole di Gesù, ed accettare coraggiosamente di essere dei discepoli che camminano sui suoi passi, sicuri di trovare, oltre il cammino pietroso, la felicità della vera vita.
 

 

 

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